Uno sguardo sui miei piatti

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domenica 27 febbraio 2011

Farcitelli alla Philadelphia

 

L'altro giorno leggevo su un blog che la sua blogger ha una passione per le prime ore del mattino e che impastare, cucinare, infornare all'alba la rilassa molto.
Sul momento ho pensato "sì, come no!A quell'ora io ho bisogno di qualcosa di pronto, non di partire da zero per prepararmi la colazione!" E partendo proprio da questa considerazione, qualche sera dopo ho deciso di preparare la sera prima dei dolcetti per la colazione. Facendo le 2 del mattino davanti al forno.
Così che ho scoperto che a me, invece, rilassa molto cucinare la sera tardi, probabilmente per lo stesso motivo per cui a quella blogger piace cucinare al mattino presto.

Ora è l'una e trenta. A quest'ora tutti i volumi si abbassano, ci si muove con cautela, con movimenti misurati, per non svegliare nessuno.Andrea dorme nella stanza accanto e la tv accesa fa compagnia, ma ad un volume quasi sussurrato non risulta invadente.
Dal forno viene un fantastico profumo di mela e cannella, la nostra colazione di domani, appunto.
Preparare tutto la sera prima, poi, crea aspettativa per il giorno dopo. Ti svegli già con il pensiero di testare l'esperimento della sera precedente e così il risveglio è più piacevole, più...dolce! :)

Non è di dolci da colazione che voglio parlare stasera, però. Semmai di una specie di finger food da divano, qualcosa che va bene per un buffet tra amici, per un antipasto, magari in accompagnamento a dei salumi, ma anche semplicemente per un bel film davanti la tv (sul divano, appunto!)


Farcitelli alla Philadelphia

500 gr di farina 00
3 dl circa di acqua calda
1/2 cucchiaio di sale
3 cucchiai di semi di papavero
1 bustina di lievito
1 cucchiaino di olio extravergine di oliva
Philadelphia (o altro formaggio morbido spalmabile) per la farcitura

In una ciotola molto capiente unire tutti gli ingredienti partendo da quelli solidi, formare una palla dalla consistenza elastica e lasciare riposare per 15 minuti con coperchio.
Formare poi delle palline del diametro di 3 cm circa e disporle su una teglia ricoperta da carta forno. Infornare per 15 minuti in forno già caldo a 180°.
Lasciar raffreddare per qualche minuto, poi tagliare i paninetti a metà e farcirli con un po' di Philadelphia.

Perfetti da pescare nel piatto con gli occhi incollati ad un bel film! ;)

Con questa ricetta partecipo al contest Cena davanti la tv

lunedì 21 febbraio 2011

Pomodori ripieni di cous cous e alici


Non pensavate mica che vi avrei lasciato con il racconto del pranzo domenicale a metà, vero?! No, no, ho tutte le intenzioni di finire il mio racconto in un tempo abbastanza contenuto per non rischiare di farlo finire dritto dritto nel dimenticatoio.
Dunque, dov'ero arrivata... Ah, sì, il secondo!
Vi ho raccontato il primo, dei gustosissimi cavatelli al ragù di seppia. Ora tocca ai pomodori al forno ripieni di alici e cous cous. Tondi e invitanti, dal profumo inconfondibile delle alici al forno con capperi e finocchietto.

Però, siccome la mia domenica non si è conclusa a pranzo, questi simpatici pomodori hanno fatto il loro ingresso a tavola sia a pranzo che a cena. Sì, perchè dopo un piatto stracolmo di pasta non siamo riusciti a finire il resto, per cui ci siamo limitati ad assaggiare un po' tutto più per curiosità che per fame.

Dopo una preparazione accurata del pranzo, però, non è che avessi molta voglia di ripartire con la cura per la cena... Così mi è venuto in mente un contest a cui avevo intenzione di partecipare che faceva proprio al caso mio! ;)

Pomodori ripieni di cous cous e alici
5 pomodori tondi e sodi
150gr di alici
1 spicchio d'aglio
1 cucchiaio di olio extravergine di oliva

1 cucchiaino di finocchietto
100 gr di cous cous
1/2 cucchiaio di capperi dissalati

In una padella coperta mettete le alici con l'olio e l'aglio e far cuocere a fuoco moderatoper qualche minuto.
Nel frattempo tagliate i pomodori a metà dopo averli lavati per bene e svuotateli con l'aiuto di un cucchiaino. Aggiungete l'interno dei pomodori e i capperi alle alici e far asciugare senza coperchio. Vista la presenza dei capperi, non dovrebbe essere necessario salare ulteriormente, ma semmai amaste i sapori molto decisi, questo è un buon momento per correggere il sapore del piatto! :)
Una volta pronto, unite il contenuto della pentola al cous cous (per la preparazione del cous cous vi rimando alle istruzioni sulla sua confezione perchè variano leggermente da una marca all'altra) e riempite i pomodori con un po' del composto. Fateli cuocere poi in forno per 20 minuti a 186°.
Come quasi tutte le ricette che prevedono un ripieno, anche questi pomodori sono più buoni  quando si insaporiscono un po', ripassati in forno per un riciclo di cena, per esempio... :)
Abbinati ad un tortino di carote (che altro non è che l'impasto avanzato dalle famose polpettine di cui raccontavo qui e qui, tanto per ripetermi) e ad un panino al profumo di cumino (fatto con farina, acqua, un cucchiaino di olio, sale, lievito e, per l'appunto, cumino) preparato 10 minuti prima, sono un'ottima "cena divanosa" davanti la tv, nella fattispecie sono serviti da "contorno" al film di Jack Black, Tanacious D.
Risate, cena e coccole nello spazio piuttosto contenuto di un divano Ikea! ;)

Con questa ricetta "composta" partecipo al contest Cena davanti la TV del blog Una cucina tutta per se


Un menu domenicale: Cavatelli al ragù di seppia



Ieri era domenica e il pranzo luculliano che abbiamo fatto ce lo ricordava ad ogni boccone! :)
Finalmente avevo comprato del pesce (era un po' che non mangiavo pesce..) e con Vale e Marius invitati a pranzo, avevo la mia buona occasione per preparare un menu un po' più particolare del solito.
Vale mi aveva annunciato che mangia la seppia solo se non la riconosce nel piatto, per cui già da sabato stavo allenando la mente a ragionare in termini di polpettine di seppia, ma poi all'ultimo momento sono stata colta da un attacco di pigrizia assoluta (mi prende sempre davanti a delle polpettine da arrotondare...) e ho optato per un ragù di seppia.
Impressionante il risultato! Un sugo denso, quasi cremoso, ma profumatissimo e con una presenza forte ed omogenea del buon sapore della seppia! Una rivelazione!
Sì, lo so, non è che ci volesse poi molto, direte voi, ma per me che ho spesso litigato con sughi di pesce dove il pesce, sebbene a pezzi, scompariva quasi del tutto nel sapore, quella di ieri è stata una vera scoperta!

Ma ovviamente un pranzo domenicale che si rispetti, non può fermarsi al primo! E così mi sono attrezzata per pulire le alici e trasformarle velocemente nel ripieno di alcuni pomodori, insieme al cous cous (Li troverete senz'altro nel prossimo post.. ;)
E il contorno?? La fantasia (e le materie prime) iniziava ad avere qualche tentennamento per cui ho pensato di riprovare le polpettina di carote di cui ho parlato qui speziandole un po' con della noce moscata e mettendole in forno anzicchè nell'olio della padella. Molto, ma molto meglio!

Perfetto! A questo punto mancava solo il pane. E' vero, a tavola c'era già la pasta, per cui la nostra bella dose di carboidrati era già a nostra disposizione, ma io sono calabrese, non ce lo dimentichiamo! Non esiste pranzo senza il pane! (Poi che io sia a dieta causa matrimonio moooolto imminente, è un dettaglio  che di domenica può essere saltuarimanete trascurato...)
Ho sbirciato del mio quadernino dei "to do" di recente realizzazione (cartaceo, tangibile e portatile, come piace a me!) e ho recuperato la ricettina del pane svedese di cui parla Chiara (del blog Chi ha rubato le crostate?), anche se ho dovuto apportare qualche modifica alla ricetta originale (che trovate qui) per mancanza di ingredienti. La farina integrale, ad esempio, ha lasciato il posto alla farina di grano duro, ma per il resto ho cercato di restare fedele alle indicazioni. Unico consiglio che mi sento di darvi, attenti alla cottura. Meglio a fuoco basso e con coperchio, per non carbonizzare l'esterno come è capitato a me con i primi tentativi! :)
Alla fine di questo pranzo eravamo un tantino pieni...ma per fortuna esiste la grappa, e la sera siamo riusciti anche a cenare! ;)

Cavatelli con ragù di seppia (per 4 persone)

Premessa: i cavatelli sono una pasta fresca che si fanno dalle mie parti. Hanno più o meno la forma degli gnocchi di patate, ma sono fatti di sola acqua e farina. Avendo imparato a farli in casa, riesco a capire la giusta consistenza al tatto e non sono in grado di quantificare le porzioni in grammi, per cui andate un po' ad occhio anche voi...Tenete presente che le mie mani sono piuttosto grandi! ;)


Per i cavatelli
6 pugni di farina 00
2 pugni di farina di grano duro
acqua calda


Per il ragù
1 cucchiaio di olio extravergine di oliva
2 seppie di medie dimension con il relativo sacchettino contenente il nero
circa 300 ml di sugo

1 spicchio d'aglio
1/2 cucchiaino di semi di finocchio
sale
un pizzico di zucchero
1 bicchiere d'acqua

Iniziate impastando la pasta creando una fontana di farina su una spianatoia (possibilmente di legno) e procedete aggiungendo acqua calda un po' alla volta iniziando ad impastare prima con un cucchiaio di legno (per non bruciarvi a causa del calore dell'acqua), poi procedendo con le mani.
Una volta formata una palla, copritela con una ciotola e lasciatela riposare qualche minuto.
Nel frattempo fate cuocere la seppia con il cucchiaio di olio e lo spicchio d'aglio in una padella coprendo con un coperchio per una decina di minuti. A questo punto, dopo aver fatto raffreddare un po', passatela al mixer e versatela in un pentolino con il sugo, 1 bicchiere d'acqua, un presa di sale e un pizzico di zucchero. Salate e lasciate cuocere finchè il sugo non si sarà addensato.
Tornate alla pasta, tirate dei filoncini dal diametro di circa 1 cm e tagliateli a tocchetti lunghi più o meno 2 o 3 cm. Incavate ogni tocchetto di pasta con le dite in modo da conferire la tipica forma degli gnocchi.
Cuoceteli in acqua bollente salata a cui avrete aggiunto un cucchiaino di olio per evitare che in cottura la pasta si attacchi.
Scolate, condite e servite! ;)

Continua...

giovedì 17 febbraio 2011

Bis di ricette per una fame...doppia!



Ho fame! Ho proprio fame! Ma sono le 17.25 e non è ancora ora di cena...
Se non avessi avuto a che fare con lo spauracchio della prova vestito, mi sare fiondata già da un pezzo nella gelateria qui a fianco (nonostante il freddo!) o nella panetteria 100 metri più avanti...
Ma lo spauracchio c'è e quindi...scrivo sul blog!

Oggi la faccio breve e vi sparo così, tutto d'un fiato, ben due ricette più un indizio per una terza...vediamo se riuscite ad indovinare di che si tratta! ;)


Coniglio cremoso al radicchio e senape dolce

1/2 coniglio tagliato a pezzi
1/2 cerpo di radicchio (meglio quello lungo che è un po' meno amaro)
2 cucchiai di senape
1 cucchiaio di miele d'acacia
1 carota
2 cucchiai di olio extravergine di oliva
sale
1 spicchio d'aglio
2 bicchieri di vino bianco

Mettete a rosolare leggermente l'aglio e la carota tagliata a pezzetti con un cucchiaio d'olio e subito d'opo passateci il coniglio facendolo dorare. Togliete l'aglio e sfumate con il vino bianco, poi coprite e lasciate andare a fuoco medio.
A parte fate andare il radicchio lavato e tagliato con un cucchiaio di olio e uno spicchio d'aglio che, dopo qualche minuto, andrà tolto. Salate e fate andare a fuoco basso finchè il radicchio non sarà del tutto appassito, poi, una volta raffreddato (io ho immerso la pentola con il radicchio dentro, nel lavandino con 2 cm di acqua fredda per accelerare il processo), passarlo al mixer.
A questo punto, verificate che il vino sia quai del tutto evaporato dal coniglio e aggiungete la crema di radicchio, la senape, il miele e un pizzico di sale. Fate cuocere qualche altro minuto (verificate la cottura del coniglio prima di spegnere il fuoco e servire: se è ancora un po' crudo, aggiungere un altro mezzo bicchiere d'acqua e fate cuocere ancora un po'.) e servite con pane o riso basmati. :)



Polpettine di carote

4 carote
2 cucchiai di olio extravergine di oliva
sale
pan grattato
1 uovo

Una volta pelate e tagliate a pezzi le carote, fatele cuocere a vapore per una quindicina di minuti (o comunque fino a che siano abbastanza morbide a contatto con la forchetta), poi scolatele e salatele direttamente nel mixer. Se non avete il cestellino per la cottura a vapore, fatele lessare in acqua già salata.
Aggiungete un cucchiaio di olio e mixate il tutto fino ad ottenere un puré dal colore piuttosto acceso. Tenete conto che se le carote sono abbastanza morbide una volta cotte, sarà possibile semplicemente schiacciarle con la forchetta per ottenere lo stesso risultato.
A questo punto unite l'uovo e il pan grattato nella misura sufficiente per raggiungere la consistenza ottimale alla formazione di tante piccole polpettine.
In una padella antiaderente mettete un cucchiaio di olio e fate soffriggere le polpettine per qualche minuto.
Servire dopo averle passare su un piatto con carta assorbente.
Non ho provato, ma secondo me sono buone anche fredde! :)

sabato 12 febbraio 2011

Filoncino all'uvetta



Ahhh, quanto mi piace svegliarmi la mattina sapendo di avere tutti gli elementi per la colazione! E ancora di più mi piace sapere che quegli elementi li ho fatti io! Una crostata, una ciambella, un pane dolce, che aspettano pazienti il mio risveglio.
Ieri sera siamo rientrati verso le 23.00 e mentre mi preparavo per la notte mi sono resa conto che per la colazione del giorno dopo non avrei avuto nulla da accompagnare al mio caffè. Così, forte di un sonno che non arrivava, mi sono messa ad impastare questo velocissimo pane.
Nel giro di mezz'ora era pronto e fumante, aveva invaso la casa di un profumo confortante e sembrava che mi strizzasse l'occhio dandomi appuntamento al mattino dopo.
E siccome io non manco mai agli appuntamenti (specie se culinari!;), stamattina mi sono svegliata con il pensiero di questo simpatico filoncino nell'altra stanza e non vedevo l'ora di provare come fosse venuto.
Morbido, zuccherato al punto giusto, con questa puntinata di uvetta che aggiungeva dolcessa e sapore al pane.
Ottimo per una colazione leggera, ma secondo me perfetto anche per uno spuntino di mezza giornata. Vi saprò dire! ;)

Filoncino all'uvetta



350 gr di farina
220 ml di acqua tiepida
1 bustina di lievito per panificazione
1 pizzico di sale
2 cucchiai di zucchero
1 tazzina da caffè piena di uvetta
1 cucchiaino di olio di oliva

Per prima cosa mettete a bagno l'uvetta ricoprendola con dell'acqua calda e scaldate il forno a 200°.
Poi in una ciotola capiente mischiate tutti gli ingredienti partendo dalla farina, aggiungendo solo all'ultimo l'olio e l'uvetta. Lasciate riposare l'impasto per qualche minuto, e nel frattempo preparate una teglia ricoperta di carta forno su cui posare il pane.
Date all'impasto una forma allungata e fate delle piccole incisioni trasversali, giusto per decorare un po'.
Infornate per 20 minuti nel forno già caldo.

Con questa ricetta partecipo al contest del blog Oggi pane e salame, domani...

venerdì 11 febbraio 2011

Russian Tea cakes al cardamomo

Oggi facciamo un bel salto indietro, atterrando precisamente qui, perchè è vero che vi ho parlato dei miei regalini natalizi, ma non ho mai approfondito le singole ricette. Presa da mille nuove idee, da una marea di stimoli sempre nuovi e dalla voglia di guardare sempre avanti e fare, fare, fare...quei poveri regalini sono passati da questo blog solo come accenno e questo mi dispiaceva un po'.
Per cui, mettetevi l'anima in pace, oggi vi racconto proprio di un tipo di biscottini fatti a Natale che sono finiti nelle mani e nelle bocche di tutto il parentame! :)

Dunque, l'ispirazione per questi biscottini arriva da un blog molto carino che si chiama La ciliegina sulla torta (uno di quei blog dalle foto eteree che non puoi assolutamente leggere a stomaco vuoto!:) che li presentava in veste piuttosto raffinata su una ciotolina rialzata creando un accostamento cromatico con lo sfondo che richiama il freddo gelido delle steppe.
Mi hanno fatto subito simpatia sia per la loro forma tondeggiante, sia per questo aspetto "innevato" di zucchero a velo che fa tanto chic! :)
Ho letto la ricetta e la mia mente, in automatico, ha inserito un altro ingrediente: il cardamomo.
Nessuna scelta poteva essere più azzeccata! Una nuvola di profumo ha invaso tutta la casa!

Come tanti soldatini impolverati sono usciti dal forno e la loro fragranza mi strappava ogni volta un sorriso! *.*
C'è da dire, per dovere di cronaca, che non tutti quelli che li hanno assaggiati hanno sviluppato la mia stessa passione nei confronti di queste palline bianche, ma per chi ama il cardamomo, secondo me, sono un must!! :)


Russian Tea cakes al cardamomo

(Nota: riporto testualmente la ricetta di La ciliegina sulla torta a cui io ho aggiunto solo 5 o 6 semini di cardamomo eliminando la vaniglia)
  • 225 g di burro
  • 50 g di zucchero a velo
  • 1 cucchiaio raso di estratto di vaniglia (o i semi di una bacca)
  • 275 g di farina 00
  • 100 g di noci tritate finemente
  • un pizzico di sale
  • zucchero a velo per la copertura
Lavorare in planetaria (o nel robot, ma anche a mano) - io ho lavorato tutto con la frusta manuale - il burro morbido con lo zucchero a velo fino ad ottenere una crema, unire l’estratto di vaniglia - che io ho sostituito con il cardamomo - ed un pizzico di sale e amalgamare bene il tutto. Aggiungere tutta la farina setacciata e le noci tritate ed impastare velocemente il tutto fino a quando la farina sarà assorbita. Avvolgere l’impasto con la pellicola e lasciar riposare in frigorifero per due ore; formare 45 palline (circa 15-16g ognuna) senza scaldare troppo l’impasto, lasciarle riposare in frigo per un’altra mezz’oretta, sistemarle leggermente distanziate su una teglia rivestita di carta forno ed infornare in forno preriscaldato a 170°C per circa 18-20 minuti, i dolcetti non devono assolutamente dorare. Una volta sfornati risulteranno morbidissimi e delicati, lasciarli raffreddare 5 minuti, passarli subito in abbondante zucchero a velo e lasciarli raffreddare su una griglia; una volta freddi, ripassarli ancora nello zucchero. Conservare in scatole di latta.

sabato 5 febbraio 2011

Bietole al pepe rosa e sale Maldon



Ho raccontato il primo, ma difficilmente, sopratutto a pranzo e nel week end, il mio menu si compone di un solo piatto. No, non faccio un pranzo matrimoniale ogni week end (come, per altro la buona tradizione potrebbe impormi!), ma almeno un contorno ci scappa sempre.
Lo scorso fine settimana per l'appunto, mi sono cimentata in un riuscitissimo (quando ce vò ce vò!!) esperimento "risottesco" con il mio risotto (per Milano) all'arancia, in un tentativo casereccio di condivisione e solidarietà con l'evento (vero) Un risotto per Milano.
Bene, proprio in quell'occasione, un contorno semplicissimo, ma a mio parere moooolto sfizioso, ha accompagnato il pranzo.
Ora, prima di andare al dunque, ho bisogno di fare una premessa, così che possa essere chiaro a tutti da dove deriva il mio entusiasmo per un contorno del genere.
Un po' di tempo fa vi ho parlato qui di una mia affascinantissima scoperta, prima solo virtuale (attraverso i vari blog), poi proprio di persona: il sale Maldon. Dopo quell'incontro fortuito in quel ristorante, non c'è stato verso di ritrovarlo sugli scaffali dei supermercati 8forse cercavo nel posto sbagliato...), finchè sabato scorso l'ho intravisto sui ripiani (costosissimi per i miei gusti ) della Rinascente e, costoso o no, non potevo farmelo sfuggire e l'ho agguantato!
Ecco, la faccio breve e vi posto la ricetta (che poi, più che una ricetta, sono delle indicazioni di assemblamento elementi...tanto è basico questo piatto!)


Bietole al pepe rosa e sale Maldon

Un cespo di bietole
Un cucchiaio d'olio
Uno spicchio d'aglio
Pepe rosa
Sale Maldon

Lavate la bietola per bene e mettetela a rosolare con l'olio e l'aglio in una padella antiaderente dai bordi alti. Coprite con un coperchio e fate andare a fuoco basso controllando di tanto in tanto. Aggiungete una tazzina d'acqua se necessario.
A cottura ultimata, aggiungere il pepe rosa e far andare ancora qualche minuti perchè la verdura si insaporisca per bene.
Impiattate e spolverate con un pizzico di sale Maldon per conferire al piatto quella sensazione di croccantezza in contrasto con la morbidezza delle bietole.
Ottimo anche tiepido.




Con questa ricetta partecipo al contest 

giovedì 3 febbraio 2011

Il mio risotto (per Milano) all'arancia


Quanto ho rosicato leggendo i resoconti delle altre blogger sugli eventi dello scorso weekend, non vi dico!!
Sì, perchè avevo promesso a me stessa che ci sarei stata anche io, ferma in prima fila, tra la mischia di Identità Golose e Un risotto per Milano...
Questo pensiero di assoluta certezza, però, risale a mercoledì.
Arrivata a venerdì era già leggermente sfuocato.
Sabato e domenica era solo un lontano ricordo.
Riportato velocemente e bruscamente alla memoria da tutti i racconti, le foto, i commenti, le opinioni, di tutto il mondo cibernauta del cibo. Tranne me.
Ora, proseguire con i preparativi di un matrimonio a soli tre mesi dalla data, fronteggiare il problema (non indifferente!) del blocco delle auto milanese e contemporaneamente cercare di presenziare a tutti gli eventi mondani di blogger e chef, tutto in un solo week end, cominciava a diventare un impegno eccessivo anche solo da pensare.
E quindi (sob) niente Identità golose per me. E niente risotto per Milano.
O meglio... ;o)

Il mio risotto (per Milano) all'arancia
(per 3 persone)

250 gr di riso
dado vegetale
buccia d'arancia
2 arance succose
1/2 limone
1 cucchiaio d'olio
burro per mantecare (poco)

Preparate il brodo in una pentola con acqua, dado vegetale (o se avete del sostitutivo,magari di preparazione casereccia, meglio!) e buccia d'arancia. Mettete ad imbiondire il riso con il cucchiaio d'olio e versateci un mestolo di brodo caldo. Mescolate frequentemente il riso e continuare ad aggiungere brodo ogni volta che si asciuga, fino a cottura ultimata (in genere dai 15 ai 20 minuti...dipende dal tipo di riso).
Una volta verificata la sapidità e la consistenza, aggiungete (mentre il riso è ancora sul fuoco) il succo delle 2 arance e mantecate con una noce di burro. E' il caso di versare il succo delle arance qualche minuto prima della cottura ottimale, in modo da evitare l'effetto "brodo" e far sì che il riso abbia il tempo di assorbire per bene il sapore delle arance.
Servite guarnendo con una fettina di arancia.

Con questa ricetta partecipo al contest di Cinzia tutto dedicato agli agrumi! :)