Uno sguardo sui miei piatti

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venerdì 29 aprile 2016

Polipo alla griglia e olive taggiasche


Non dovrei scrivere oggi probabilmente. Pioviggina, fa freddo nonostante sia aprile e ci sono un paio di cosucce che mi infastidiscono.
Non dovrei scrivere per non sembrare negativa, per non scadere nella polemica o nel borbottìo.

Ma scrivere è l'unico modo che ho per incanalare l'energia negativa che mi porterebbe a discutere, litigare, polemizzare, offendermi, urlare e magari piangere. 
In questo modo invece va tutta nelle dita che più velocemente del solito scorrono sulla tastiera premendo ogni tasto con vigore cercando, ad ogni "tic" di far uscire tutta la frustrazione.
Quella di sapere che l'energia che hai, quella positiva, quella che costruisce e genera, è lì a far niente, lasciata sola e abbandonata a macerare con il rischio sempre più reale di vederla sfumare con il passare del tempo
E' lì, silenziosa e in attesa di poter essere utilizzata senza ogni volta scontrarsi con le ambizioni e gli egoismi altrui, quelli che calpestano i tuoi buoni propositi di mettercela tutta, di resistere e persistere nella visione positiva e propositiva.
Aspetta di poter emergere, di poter dimostrare il vero valore, quello di cuore che ti fa ancora rabbrividire e meravigliare davanti alle ottusità di chi pensa solo a sè e ai suoi singoli interessi.
Sta lì, e si affievolisce piano piano, scende sempre più in basso, nel buco nero della rassegnazione da cui è sempre più complicato farla emergere. 
La paura è di vederla svanire per non tornare più.
E allora sarà troppo tardi. Troppo, troppo tardi. 
Che amarezza.

Polipo alla griglia con olive Taggiasche e zenzero

1 polipo 
3 cucchiai di olio Evo
sensero da grattugiare
olive taggiasche

Cuocere il polipo in pentola a pressione per circa 40 minuti e lasciarlo raffreddare nella sua acqua di cottura. 
Privarlo della pelle, tagliarlo grossolanamente e passarlo su una piastra già ben calda lasciandolo grigliare un paio di minuti per lato.

Tagliarlo a pezzi più piccoli, metterlo in una ciotola e condirlo con l'olio, lo zenzero grattuggiato ed una manciata di olive. A piacere si può aggiungere una spruzzata di limone.

Servire tiepido o freddo.


mercoledì 9 marzo 2016

Crostata di grano saraceno con farcitura alla crema di marroni

Mamma mia quanti spunti oggi!
Sono tutta un friccichìo di idee e mi verrebbe una gran voglia di mettere in pausa il mondo per poter metterne in pratica qualcuna!
Non sto a dilungarmi sui dettagli (anche un po' per scaramanzia, eheh!), vi basti sapere che qualcosa bolle in pentola!
Non conosco i "tempi di cottura" (per rimanere in tema), ahimè. Io sono del tipo tutto-e-subito e non vi dico che fatica pazientare, valutare, leggere, studiare, ipotizzare...prima di poter agire!
Però oggi più del solito avevo voglia di condividere un po' di questa energia potenziale che mi sento addosso, che mi fa altalenare tra isole di pensiero positivo e limbo di "non ce la farò mai!"
Non so come andrà, se il tutto prenderà piede e se ne sarò felice, ma la mia parola guida per questo 2016 è Possibilità, per cui mi concedo la Possibilità di aprire delle nuove Possibilità (voluto il gioco di parole)
Io sono sempre più convinta che sia necessario dare respiro a chi veramente siamo e a ciò che siamo chiamati ad essere. E' fondamentale almeno provarci. 
E' un salto bendata da una rupe, ma se funziona, subito sotto potrebbe esserci un'enorme aquila pronta ad afferrarmi e farmi volare in alto e molto, molto lontano. 



Un dolce insolito oggi, che ha raccolto pareri discordanti. Io l'ho a-do-ra-to! 
E dato che oggi va così, un po' controcorrente, la ricetta ve la lascio in versione self-service: la farcitura è una crema di marroni fatta in casa (ma si vende anche la supermercato) che ho acquistato in un mercatino missionario in oratorio, mentre la ricetta della frolla la trovate su questo altro post.


lunedì 7 marzo 2016

Crostoni di polenta al ragu e involtini di verza allo zenzero


Oggi fa proprio freddo e Lorenzo, andando a scuola, ha esordito: "mamma, ma quando ci mette ad arrivare la neve?!"
Io sono indecisa se sperare nella coltre bianca o no. Da un lato il monocromatico bianco ripulisce simbolicamente il grigiume (diciamolo) di questa città e risveglia il bimbo che è in noi, quello che inizierebbe a saltellare sul marciapiede per il solo gusto di lasciare qualche impronta.
Dall'altra parte però, l'adulto (un po' imbruttito) che è in me pensa subito a freddo, silenzio, rischio di scivolare, macchina congelata...seccatura insomma!
Bisognerebbe dare, forse, un po' più spazio alle voglie da bambini che circolano ancora nel nostro inconscio, si vivrebbe più speranzosi, con gli occhi sgranati e la certezza che, se nevica, ci piace di sicuro!

Crostoni di polenta al ragu e involtini di verza allo zenzero 


1 confezione di polenta da affettare
200 gr di polpa di pomodoro
200 gr di carne trita
1 scalogno
1 cucchiaio di olio Evo
1 bicchiere di vino bianco
un pizzico di paprika dolce
Sale
Provolone grattugiato
1 cespo di verza
1 radice di zenzero


Iniziate a preparare il ragu mettendo il cucchiaio d'olio in una padella dai bordi alti, aggiungete lo scalogno tritato e fate soffriggere leggermente, poi aggiungete la carne trita. Salate. Non appena la carne sarà ben rosolata, aggiungete il bicchiere di vino bianco e lasciare sfumare. Quando il vino sarà completamente evaporato, togliete dal fuoco metà della carne trita prima di aggiungere all'altra metà la polpa di pomodoro, la paprika e un mezzo bicchiere d'acqua. Lasciate cuocere fino ad ottenere un sugo piuttosto asciutto, e aggiustate di sale.
A questo punto tagliate la polenta a fette alte circa 1 cm, disponetele su una teglia rivestita di carta forno e ricoprite ogni fetta con un paio di cucchiai di ragu. Per completare, grattugiate su ogni fetta un po' di provolone e infornate a 180 gradi per una decina di minuti.

Nel frattempo sbollentate per qualche minuto e in abbondante acqua le foglie più esterne della verza, riempitele con la carne trita che avete tolto dal fuoco e messo da parte, aggiungete lo zenzero grattugiato e ripiegatele come fossero tanti saccottini.
Disponeteli su una teglia, cospargete con un filo d'olio e infornate insieme ai crostoni (180 gradi per 10 minuti).



mercoledì 2 marzo 2016

C'era una volta una torta che diventò un muffin


Questo muffin non era un muffin.
Nel senso che non era stato pensato come muffin nella ricetta originale, ma come torta di farro all'ananas.

Un po' diverso eh? Sì, lo so, ho l'abitudine di prendere spunto da ricettine che mi piacciono, ma poi quando vado a realizzarle mi ritrovo tra le mani una cosa completamente diversa.

Un po' perchè quasi mai mi capita di fare la spesa in base alla ricetta, ma parto da quello che ho in casa e quindi è davvero molto difficile che le mie materie prime coincidano in numero, tipologia e quantità con gli ingredienti necessari. Un po' perchè mi lascio ispirare da quello che mi va in quel momento o da quello che secondo me si abbina meglio, quindi, magari, una torta all'ananas sarà più facilmente interessante nel periodo estivo, quando c'è tanta voglia di freschezza e questo frutto regna abbastanza sovrano nel mio frigo.

E quindi cos'è diventata questa torta? Un ottimo muffin (ma anche un tortino in realtà!) rustico con yogurt ai cereali e farina di grano saraceno.

Tra l'altro, io sono appena rientrata a lavoro dopo un periodo di maternità per il mio zenzerino numero due, e fare un dolce così trasformato e inaspettato mi è sembrato azzeccato con il contesto! :)

Muffin rustico con yogurt ai cereali e grano saraceno

NB: il vasetto dello yogurt è utilizzato come unità di misura.


2 vasetti di yogurt ai cereali
2 uova
1 vasetto di olio di mais
1 vasetto di zucchero
3 vasetti di farina (di cui 2 di farina 00 e 1 di farina di grano saraceno)
1 bustina di lievito per dolci
2 cucchiai di latte
zucchero di canna q.b.

In una ciotola versare lo yogurt e aggiungere le uova, l'olio, il latte e lo zucchero. Mescolare brevemente per far amalgamare tutti gli ingredienti, poi aggiungere la farina e il lievito e amalgamare bene.
Dividere il composto nei pirottini da muffin riempiendoli per i 2/3 e spolverizzare ogni muffin con un cucchiaino di zucchero di canna. Infornare a 180 gradi in forno già caldo per circa 30/35 minuti.


mercoledì 3 febbraio 2016

Crostata integrale con marmellata all'arancia

Un post un po' sottotono oggi.
Grigio e pioggia oggi non aiutano e ammazzano l'energia. Idem per la nottata quasi interamente insonne.
C'è stranamente silenzio in casa (l'aquilotto ronfa..) e, nonostante avrei mille cose da fare, sono inchiodata qui, sul mio divano. Ho sonno e non ho voglia di fare nulla. Per cui scrivo cercando di concentrarmi sul ticchettio delle dita sulla tastiera. E' un suono che mi rilassa ed è in perfetta sintonia con la pioggerellina sottile che si intravede al di là delle tende.
Un'atmosfera cupa, invernale e quasi ovattata che si abbina a pensieri sparsi e quanto mai confusi. 
Progetti, idee, dubbi, che ronzano tutti in modo scomposto, quasi a voler contribuire al mio torpore.

Non è la giornata giusta per fare chiarezza, mi pare evidente, e anche la ricetta di oggi inevitabilmente ne risente. 
Una crostata, dolce e rustica con note acidule date dalla confettura di agrumi. 
Niente descrizione. La base è la stessa utilizzata per le mie crostatine al mascarpone e marroni, l'interno è un'ottima marmellata di arance home made (non da me, l'ho acquistata ad un mercatino in oratorio da una signora che di marmellate se ne intende!)
Una ricetta non ricetta quindi. Un'idea, un po' svogliata, di una torta fatta qualche tempo fa e che ora, come sempre, non disdegnerei affatto.